martedì 20 luglio 2010

PD, LULLO E DI ZAZZO RISCHIANO L'ESPULSIONE

Dura nota di bersaniani e franceschiniani di Cassino contro il tentativo dei due consiglieri d’opposizione di salvare Scittarelli. Riunito l’esecutivo provinciale sui provvedimenti da adottare.

“Il maldestro tentativo di mantenere il numero legale all’amministrazione Scittarelli, perpetrato dai consiglieri Di Zazzo e Lullo è un’iniziativa personale dei due “ex forzisti” mai concordata con il resto del Partito Democratico”. Si apre così la dura nota con cui bersaniani e franceschiniani del Pd cassinate prendono le distanze dai due consiglieri che, con la loro presenza in aula, hanno provato a fare da stampella all’amministrazione Scittarelli, ormai priva di una maggioranza. “Esprimiamo il più totale dissenso e prendiamo le distanze – si legge testualmente nella nota – dall’estemporanea iniziativa dei due consiglieri che di fatto, con il loro comportamento, si sono messi fuori dalle linee del partito”. La nota ribadisce che “il Pd resta e resterà alternativo alla maggioranza guidata dal sindaco Scittarelli” e precisa “che la linea del partito in consiglio comunale è oggi rappresentata solo dai consiglieri Perna, Vittorelli e Marrocco i quali, coerentemente con il resto dell’opposizione, hanno scelto di non partecipare al consiglio di lunedì”. Il comunicato ricorda inoltre che “il coordinatore del Pd a Cassino è stato sfiduciato da due terzi del partito e che non è più autorizzato a parlare a nome e per conto dei democratici della nostra città a nessun livello, né politico né amministrativo”. Smentita “ogni disponibilità del partito a partecipare a giunte di salute pubblica o ad inciuci di altro genere. Chiunque accetterà di entrare in simili giunte lo farà a titolo personale e fuori dal Pd”. Un messaggio agli alleati d’opposizione inviperiti dopo il comportamento di Lullo e Di Zazzo. “Il Pd resta al tavolo del centrosinistra – si legge nella nota - e manterrà gli impegni fin qui assunti. Vogliamo costruire insieme un progetto alternativo a quello di questa amministrazione, nella quale i veri democratici non entreranno mai”.

Bersaniani e franceschiniani, attraverso Fernando Cardarelli, membro dell’esecutivo provinciale, si sono già mossi con gli organi di Frosinone perche vengano presi provvedimenti sulla vicenda. E’ stato chiesto “di smentire le voci, artatamente messe in circolazione, secondo cui, “l’inciucio di Cassino” sarebbe stato “benedetto” da leader del PD provinciale”. La gravità della situazione ha costretto l’esecutivo provinciale del partito a riunirsi già nella serata di lunedì. Lullo e Di Zazzo rischiano l’espulsione.